Convegno di Novara – Maggio 2018

“Comunicazione e violenza: le difficoltà relazionali di vittima e autore di reato”

Nella giornata del 25 maggio 2018 a Novara, presso la Biblioteca civica Carlo Negroni, si è tenuto il I Convegno organizzato dal nostro Osservatorio.
La Commissione Scientifica dell’Associazione ha voluto affrontare il tema delle difficoltà comunicative all’interno di un contesto di violenza: tale problematica riguarda non solo il rapporto tra la vittima e l’autore di reato, ma anche la relazione che sussiste tra questi ultimi, il contesto sociale e le Istituzioni.
Una comunicazione assente o disfunzionale può essere, infatti, molte volte, la causa della violenza stessa, i cui “campanelli di allarme” non sono immediatamente riconoscibili o comprensibili.
L’approccio multidisciplinare del Convegno ha cercato di fornire non solo una prospettiva teorico-scientifica, ma anche pratica, portando l’esperienza di professionisti, quali avvocati, psicologi, assistenti sociali, esponenti delle Forze dell’Ordine e della Magistratura e operatori di associazioni locali, che lavorano in questo settore. Hanno aperto i lavori il Prof. Matteo Rossi Renier, psicologo e criminologo – che presta la propria attività presso la Casa Circondariale Rebibbia Nuovo Complesso di Roma – e Presidente dell’Osservatorio e l’Avv. Nadia Mungari, avvocato penalista presso il Foro di Milano, con una relazione intitolata “Il trattamento e la rieducazione del reo. La situazione in Italia”.
L’intervento dell’Avv. Mungari ha analizzato le condotte violente penalmente rilevanti, gli strumenti offerti per prevenire o evitare la reiterazione di tali comportamenti nel contesto familiare, oltre a illustrare la normativa che disciplina la condizione dell’autore della violenza in caso di condanna penale e nella fase successiva dell’esecuzione, in vista della rieducazione, considerata la finalità primaria della pena.
Il Prof. Rossi Renier, invece, alla luce del proprio operato come esperto psicologo ex art. 80 O.P., ha fornito la prospettiva di tale figura professionale nel contesto penitenziario italiano, evidenziando quali dovrebbero essere le qualità umane e relazionali in possesso del personale che collabora alla rieducazione del detenuto, non dimenticando che si tratta di una persona con un suo vissuto, talvolta molto diverso dal proprio.
Sono intervenuti, poi, il Dott. Marco Schirosi, Commissario di Polizia, e il Dott. Alessandro Ruotolo, psicologo-psicoterapeuta, con la relazione dal titolo “La comunicazione con la vittima, tra previsioni legislative e psicologia”, riguardante le problematiche comunicative che la vittima di reato si trova ad affrontare.
I relatori hanno affrontato la tematica dal punto di vista pratico, sfruttando la loro esperienza sul campo, ricollegandosi ad alcuni principi della psicologia che potrebbero o dovrebbero essere messi in atto dagli operatori delle Forze dell’Ordine e non solo. Successivamente è intervenuta l’Avv. Helga Carlotta Zanotti, avvocato del Foro di Milano, con una relazione dal titolo “Dalla Convenzione di Istanbul alla legge sul femminicidio – La Comunità Europea come motore del cambiamento normativo nazionale”; la professionista ha ragguagliato la platea con un resoconto di quelle che sono state le ultime riforme a livello europeo riguardo alla violenza sulle donne e di come esse abbiano influito sulla legge italiana, portando, finalmente, all’entrata in vigore della legge sul Femminicidio.
L’evento ha visto, poi, la partecipazione di uno dei maggiori esperti di pedagogia e di problematiche adolescenziali, Don Lorenzo Ferraroli, famoso psicologo e psicoterapeuta.
Con la sua relazione dal titolo “Stare con i ragazzi a rischio”, egli ha intrattenuto i partecipanti con il racconto della propria esperienza presso il Centro di Orientamento Scolastico e Sociale di Arese, spiegando come sia necessario sforzarsi di comunicare in modo efficace ed efficiente con i più giovani, soprattutto se vittime o autori di violenza, al fine di garantire loro un sano percorso di crescita.
L’Avv. Alessandra Cecca, avvocato penalista – che si occupa anche di diritto di famiglia – del Foro di Piacenza e la Dott.ssa Chiara Cicchese, psicologa – che svolge attività di avvicinamento tra minori e genitori in “spazio neutro” – hanno relazionato su “La violenza nella coppia: uno sguardo psicologico e giuridico”.
L’Avv. Cecca ha esposto quelli che sono gli strumenti a disposizione delle vittime di violenza famigliare, fornendo un quadro dei reati che possono essere commessi in tale contesto, specificando che la violenza penalmente rilevante non è solo quella fisica, ma anche e, soprattutto, quella psicologica.
La professionista ha aperto alla possibilità – in particolare per evitare che situazioni critiche possano sfociare in veri e propri fatti di violenza – di ricorrere alla mediazione familiare, attraverso la quale, oggi, le persone più in conflitto possono trovare un punto di contatto.
La Dott.ssa Cicchese, in seguito, ha approfondito il tema da un punto di vista psicologico, elencando le forme attraverso le quali la violenza famigliare può estrinsecarsi ed evidenziando come alla base di una coppia “disfunzionale”, spesso, vi sia un partner narcisista e un altro con una “personalità dipendente”. È stato, poi, dato ampio spazio a due rappresentanti dell’associazione novarese “Liberazione e speranza ONLUS”, che da anni aiuta le vittime di episodi di violenza. La prima a intervenire è stata la Dott.ssa Elia Impaloni, Presidente dell’Associazione, nonché membro del Consiglio comunale di Novara, la quale ha presentato la relazione “La bellezza delle donne forti”. In seguito, ha preso la parola la Dott.ssa Francesca Ferraris, assistente sociale, relazionando su “L’esperienza del CAV di Novara, servizio polivalente”. Successivamente ha preso la parola la Dott.ssa Carla Di Carlo, grafologa, presentando la relazione “Grafologia relazionale e criminologia”, dalla quale emerge che, attraverso la scrittura di una persona, si possono comprendere i suoi disagi e anche le tipologie di rapporti che quest’ultima instaura, prima di tutto, a livello familiare.
L’evento è stato, poi, arricchito dalla presenza del Magistrato Dott. Francesco Carlo Milanesi, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura della Repubblica di Brescia, il quale ha presentato una relazione dal titolo “Tutela della persona offesa nei delitti contro la persona”. Il professionista ha condiviso con i presenti la propria esperienza presso la Sezione “reati contro la persona, sottolineando come sia davvero difficile per la Pubblica Autorità intervenire in soccorso di molte vittime di violenza, proprio perché esse sono spesso restie a raccontare quello che hanno subito, sia per vergogna sia per paura di ritorsioni o per il timore di non essere capite o addirittura colpevolizzate. In seguito, ha preso la parola il Dott. Antonio Cutri, operatore sociale e membro dell’associazione novarese “Elios”, con la relazione “La comunicazione con l’autore di violenza”, la quale ha approfondito la prospettiva dell’autore della violenza e ha esplicitato le modalità di comunicazione adatte per affrontare questi soggetti. Sono intervenute, poi, la Dott.ssa Alessia Di Pancrazio, psicologa nel campo dell’educazione, e la Dott.ssa Paola Ehsaei, assistente sociale, con la relazione: “Violenza domestica. Effetti collaterali sui figli”. Le stesse hanno trattato il tema della “violenza assistita”, ovvero di quei casi in cui il bambino assiste a episodi di violenza tra genitori, senza poter fare nulla.
In questi casi il fanciullo sviluppa il senso di colpa, in quanto si ritiene responsabile di ciò che accade e c’è la possibilità che da adulto abbia comportamenti aggressivi, come sintomo di emulazione del genitore violento.
L’intervento si è concluso con l’esposizione delle tappe e dei metodi attraverso cui i servizi sociali procedono o dovrebbero procedere all’assistenza del minore in caso di violenza familiare.
Hanno chiuso l’evento la Dott.ssa Cristina Giglioli, psicologa e psicoterapeuta del novarese, che ha presentato la relazione “La violenza come attacco al pensiero e al senso di sé” e la Dott.ssa Marilena Guglielmetti, criminologa, che ha riferito su “L’indagine neuroscientifica nella criminogenesi della violenza. Criminali si nasce o si diventa?”.
Le due professioniste hanno fornito il proprio contributo scientifico sull’argomento, utilizzando un approccio psicologico e criminologico nella spiegazione dei fenomeni di violenza.

Il Convegno è stato molto apprezzato dalla stampa locale e ha ricevuto il plauso delle Istituzioni novaresi, che si sono augurate che l’Osservatorio realizzi presto un altro evento nella loro città.